Percorsi Sensoriali

 

 

Armonie

Armonie

1° Ottobre 2005

Il gruppo indaco presenta il programma dei corsi condotti da Chao-Hsiu Chen

“UN PONTE TRA ORIENTE ED OCCIDENTE”

 

Sabato 1° ottobre, nella splendida cornice della sala Nibirus di Casale Filippi, è stato presentato il programma dei corsi che saranno condotti dalla scrittrice cinese Chao-Hsiu Chen. La Chen, nata a Taiwan, risiede da tempo a Velletri, è una scrittrice di fama mondiale e un artista completa. I suoi libri vengono tradotti in sedici lingue. Al contempo pittrice quotata e compositrice apprezzata. E’ esperta di calligrafia cinese e di filosofie e discipline orientali ed è considerata per questo un canale di comunicazione tra l’Asia e l’Europa. Il programma dei suoi corsi, denominati nel loro insieme “Un ponte tra Oriente e Occidente”, comprende tre diverse discipline indipendenti tra loro e organizzate secondo diverse modalità: Feng Shui, Young Ritual, Calligrafia Cinese e Qi Gong.

Il termine Feng Shui si traduce con Vento e Acqua, due elementi che, con il loro movimento costante, creano continui mutamenti nell’ambiente. Attraverso il loro fluire il Chi, l’energia, scorre costantemente tra gli esseri viventi e le cose. Il Feng Shui nasce 4000 anni fa circa in Cina, per opera di monaci taoisti che posero l’attenzione agli influssi che i fenomeni della natura hanno sugli esseri viventi. E’ una disciplina completa che abbraccia le molteplici dimensioni dell’essere umano: fisica e spirituale prima di tutto, e si estende anche all’habitat nel quale esso vive. I suoi principi si applicano dunque al corpo quanto all’ ambiente, per questo uno dei suoi obbiettivi, e forse quello per cui è più conosciuto in Occidente, è la progettazione di edifici secondo modalità che consentano il libero fluire dell’energia. Il corso completo comprende quattro livelli e porterà il praticante ad ottenere il titolo di Maestro di Feng Shui. Non esiste comunque nessun obbligo e ognuno potrà decidere se fermarsi al corso per principianti o proseguire con quello introduttivo per poi passare ai livelli più avanzati. Gli incontri si svolgeranno sotto forma di seminari di una giornata e si terranno con cadenza mensile a partire dal 27 novembre.

 

Presentazione corsi

Presentazione corsi

 

Lo scopo del corso di Young Ritual sembra essere il medesimo: il raggiungimento del benessere psicofisico, oltre che spirituale, e inizierà i partecipanti ai principi della medicina tradizionale cinese insegnando esercizi e tecniche specifiche tratte dal Tai Chi, dal Qi Gong, dallo stesso Feng Shui, dallo Shiatsu, dall’ agopontura. In questo caso gli incontri, della durata di un’ora ognuno, si svolgeranno una volta la settimana. Infine il corso più difficilmente comprensibile dalla nostra mentalità occidentale: calligrafia cinese e Qi Gong. Chao-Hsiu Chen insegnerà come, attraverso la scrittura cinese, sia possibile prendere coscienza della propria energia interna e raggiungere un sempre maggiore livello di consapevolezza e di armonia con se stessi e con gli altri. Questo corso, che si svolgerà con cadenza settimanale, si trasforma, per chi ha un interesse specifico, in un’ottima occasione per cominciare a conoscere la lingua e la cultura cinesi. Il fascino di Chao, la sua competenza e il suo enorme bagaglio di conoscenze circa le filosofie orientali e le discipline tradizionali cinesi, fanno dei suoi corsi di altissimo livello. Un’opportunità unica non solo per chi ha già un interesse consolidato verso le pratiche orientali, ma anche per chi semplicemente ricerca pace e armonia e ancora non conosce le possibilità di quell’invisibile flusso vitale che in  Oriente è alla base di ogni disciplina e che i cinesi chiamano Qi o Chi, l’energia.

                                                                                                     Manuela Di Vito

 

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Tutto é energia

Tutto é Energia

9 Novembre 2006

TAI CHI CHUAN

Tra arte marziale e ginnastica medica

Giovedì 9 novembre abbiamo assistito ad un’esibizione di Tai Chi Chuan, nel corso di uno spettacolo di musica e discipline etniche denominato “Da Oriente a Occidente per Chicory Keur Yalkham”, e  organizzato dall’Associazione onlus Gruppo Indaco di Velletri per raccogliere fondi da destinare al loro progetto per l’Africa. Il Tai Chi Chuan è una delle tante arti che vengono insegnate a Casale Filippi, splendida struttura sita nelle campagne tra Velletri e Lanuvio, che è sede dell’Associazione.

Quando si parla di arti marziali e di Cina, ogni discorso si complica inevitabilmente e non è affatto facile sintetizzarlo in poche righe. Il pensiero cinese non è orientato infatti alla discriminazione, alla separazione, non incamera i vari aspetti della vita, della realtà, in tanti compartimenti stagni, come riesce tanto bene a noi occidentali. Ogni cosa è legata all’altra in un Tutto in cui le esistenze scorrono naturalmente, e con il loro movimento si influenzano a vicenda. Nelle arti marziali, legate come sono alle filosofie e alla medicina tradizionale cinese, questa visione non può non emergere e risultare evidente.

Il Tai Chi Chuan è una di queste discipline, un’arte marziale con importanti valenze terapeutiche, fisiche e spirituali. Il suo insegnamento comprende tecniche di attacco e difesa, a mani nude e con le armi, esercizi di respirazione e rilassamento e di ginnastica medica. E’ uno stile interno del Kung fu ed è legato al Chi Kung, insegna tecniche micidiali e al contempo lavora per il benessere psicofisico. Le forme del Tai Chi Chuan nascondono dietro l’eleganza e la morbidezza dei movimenti la potenza  e l’efficacia delle tecniche di combattimento. E’ un’arte marziale che più che esercitare la forza muscolare, lavora con l’energia interna. Gli obbiettivi per i quali viene praticata sono dunque molteplici e vanno dall’autodifesa alla cura. A Casale Filippi viene insegnato secondo la maniera tradizionale che prevede la pratica e l’apprendimento di quest’arte come uno stile di vita. “Non si insegna il Tai Chi Chuan…un’arte non si può insegnare….si mette a disposizione di chi è davvero interessato, quello che si conosce, ma che soprattutto si è vissuto e sperimentato sulla propria pelle. Ci si affida e ci si fida di chi ha un po’ più di esperienza, seguendo i canoni rigorosi del metodo tradizionale, ma facendo sentire ed ascoltare l’arte che cresce e si sviluppa dentro di noi”.

Esistono diversi stili di Tai Chi Chuan, il più diffuso in Occidente è lo stile Yang. Tra gli altri il più importante e il più antico è lo stile Chen, da cui ha origine lo stesso stile Yang. La nascita del Tai Chi Chuan si perde nella leggenda e viene attribuita  a diversi personaggi mitici, come CHAN SAN FENG, un monaco taoista eremita che, si dice, sia stato folgorato da un sogno in cui una gru e un serpente si combattevano utilizzando tecniche morbide e veloci. Altri parlano della sua particolare competenza nelle arti marziali interne ed esterne, da cui avrebbe poi codificato questo stile. Come il Kung fu il Tai Chi Chuan è strettamente connesso alle diverse branche del pensiero cinese. Alla teoria dello Yin e dello Yang, “il lato illuminato e quello in ombra della montagna”, i due volti opposti di ogni cosa esistente, i quali non possono essere l’uno senza l’altro: ogni tecnica è legata a questi due aspetti dell’energia, vuota o piena, dura o morbida. All’I Ching, il Libro dei Mutamenti: i suoi movimenti di base vengono fatti risalire agli otto trigrammi principali del libro che più di tutti ha influenzato il pensiero cinese. Ai Cinque Elementi: legno, fuoco, terra, metallo e acqua, ognuno dei quali è legato ad un organo del corpo, ad un’emozione, ad una stagione dell’anno, ad un’ora del giorno…ed ad un movimento marziale. Alla medicina cinese che tutto questo lega insieme, nella sua teoria del Chi o Ki, l’energia che scorre nel corpo umano all’interno di canali denominati meridiani e che, se in equilibrio, assicura il benessere alla persona. Il Tai Chi Chuan, come tutta la ginnastica medica cinese, è teso in ultimo proprio al riequilibrio di questa energia che lega il corpo fisico alla mente, alle emozioni e alle sensazioni.

                                                                                                   Manuela Di Vito

 

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Percussioni Africane

Percussioni Africane

2007

 

A SCUOLA CON GRUPPO INDACO

Tra musica e intercultura: un laboratorio musicale

integrato di Orff e strumenti etnici

Ha ormai preso avvio il progetto che sta portando avanti il Gruppo Indaco presso la scuola primaria “G. Marcelli” di Velletri. Nome del laboratorio: “Musica non ha frontiere”, che è poi anche uno dei motti dell’Associazione veliterna. Coinvolte sono quattro classi terze, i cui componenti hanno cominciato un viaggio che si concluderà solo con le vacanze estive. Un esperimento: una proposta in cui si integrano metodologia e pratica dell’ Orff-Schulwerk,  un approccio a diversi strumenti etnici e tematiche interculturali. Il programma è ricco ed i messaggi che si vogliono trasmettere molteplici. Da una parte la passione per la musica, ed il fatto che per svilupparla, più che essere necessario un insegnamento canonico e rigido, in cui si cerca di spiegare concetti astratti ed estranei al bambino, è importante farla sperimentare a quest’ultimo sul proprio corpo, su di sé, portandolo a scoprire il proprio ritmo interiore, ad intuire le melodie che il mondo del quotidiano, con i suoi oggetti semplici e banali, riesce a creare. La carta vincente per interessare il bambino al linguaggio musicale rimane l’aspetto ludico: tutto è un gioco, e si impara senza accorgersene, mentre ci si diverte… Dall’altra parte il contenuto interculturale con il quale l’Orff viene arricchito. Se già presente in esso attraverso l’insegnamento di danze in cerchio e canti popolari, da Gruppo Indaco questo aspetto è stato ampliato e sviluppato. Insegnanti di strumenti etnici, già inseriti nell’organico dell’Associazione, propongono ai bambini lo studio del djembè (strumento a percussione), e con esso un viaggio in Africa, per conoscere le sue millenarie culture e la sua splendida natura; lo studio del didjeridoo (strumento a fiato), che sta già portando i bambini alla scoperta dell’ Australia, della cultura e della mitologia aborigena. Un modo per dire, attraverso la musica: “Guardate bambini quanto è grande e vario il mondo, guardate come siamo ricchi!” In mezzo l’esperienza di un apprendimento multisensoriale attraverso il disegno, la manipolazione, la costruzione di strumenti musicali, il movimento del corpo. Innovativa è anche la scelta di inserire la Breakdance, la danza di strada che nasce tra le gangs dei giovani nordamericani. Il messaggio è forte: si preferiscono le sfide di danza a quelle con mazze e coltelli, si balla per non combattere. E’ la sottocultura dei neri americani, e di tutti i giovani che vivono nei quartieri disagiati, che riescono ad emergere attraverso la musica e la creatività, la capacità di sentire il ritmo e di compiere acrobazie. E Gruppo Indaco rinnova i suoi obiettivi anche qui, e li porta nelle scuole mettendoli a disposizione di alunni e… insegnanti, perché no. Obiettivi che passano attraverso il modo di fare, di insegnare, e che sono la scoperta delle proprie attitudini e del proprio valore, il rinforzo dell’autostima, la capacità di esprimersi in maniera creativa, partendo dall’importanza dell’esperienza vissuta a dispetto di realtà virtuali, giochi elettronici e televisione. Tutti a scuola allora, a scoprire una diversa maniera di lavorare per la Pace a partire da sé stessi e passando per la musica!

                                                                                                      Manuela Di Vito


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