LiberaMente
2005
FESTA MULTICULTURALE A CASALE FILIPPI
Due giornate meravigliose, se non per il tempo, quasi sempre piovoso, per l’atmosfera di solidarietà e di scambio che Gruppo Indaco è riuscito a creare all’interno dei grandi spazi di Casale Filippi. Una festa multiculturale iniziata venerdì 16 alle 18,30 e terminata sabato 17 all’una di notte. Musica, tradizioni popolari, sport e artigianato l’hanno fatta da protagonisti ma il vero scopo della festa era un altro. La raccolta fondi per la costruzione di una scuola a Diourbel, nel Senegal. Ad aprire la manifestazione l’ intervento di Stefania Lodolo, presidente di Gruppo Indaco, a seguire Maurizio Spedaletti per Banca Etica e Pape Kanoute, Griot, o cantastorie, proveniente dall’isola senegalese di Gorè. Banca Etica, nata quasi sette anni fa, è un intermediario finanziario che impiega i soldi affidatigli dai soci in progetti di sviluppo ad alto impatto sociale, ci racconta Spedaletti. Ha finanziato nei suoi pochi anni di vita 3.500 progetti dimostrando che l’idea che un modo alternativo di vedere l’attività finanziaria, non come ricerca continua della massimizzazione del profitto ma come un mezzo per esprimere solidarietà, è possibile. Poi Pape ha parlato dell’Africa, delle sue tradizioni, ha narrato la sua storia. Il musicista senegalese ha sostenuto infine l’importanza di avviare l’Africa all’autonomia, di trasformarla da “riserva” di consumatori di prodotti occidentali, ciò che è stata resa in nome della globalizzazione, in una terra che sfrutta le proprie risorse culturali ed umane, la ricchezza che gli viene da millenni di vita vissuta a contatto con la natura. Un cuoco dell’Ambasciata
del Senegal ha poi preparato un pranzo tradizionale a base di riso, carne e pesce, che è stato consumato su tavoli disposti sotto querce che lasciavano intravedere, attraverso il fogliame, un cielo uggioso. La pioggia serale non ha però fermato la festa e quella che sembrava un’occasione sfumata si è trasformata in un colpo di fortuna. Il tutto si è infatti spostato all’interno del grande salone del casale in cui si è creata una inaspettata complicità tra musicisti e pubblico. Pape Kanoute si è fatto così conoscere nel suo ruolo tradizionale di cantastorie, cantando e suonando la kora,
antichissimo strumento a corde africano, e raccontando leggende al ritmo delle percussioni. Poi i Tamburi di Gorè hanno ancora una volta dato prova della loro natura esplosiva e passionale e i musicisti del l’Indaco Djembè hanno suonato guidati dal loro insegnante Blase Ba. Il pubblico ha partecipato con entusiasmo ballando ma anche cantando. Sabato pomeriggio c’è stato invece appena il tempo, per i bambini, di svolgere alcuni giochi e di fare dei percorsi sensoriali insieme ai propri genitori. Dopodiché la pioggia è stata torrenziale e tutti si sono di nuovo rifugiati nel salone sedendosi in cerchio ad ascoltare Maurizio Celletti dell’Associazione Wicasa, che ha raccontato ai bambini la triste storia degli Indiani d’America e la bellezza della loro culture, mentre Piquito, o Piccolo Sole, ha fatto una dimostrazione di un danza dedicata alla terra a cui i bambini stessi hanno partecipato, riconoscendola come una delle attività insegnate loro durante il campo estivo a Casale Filippi. Poi è venuta la dimostrazione di Kung fu di Nino Tirelli, istruttore della scuola romana I Shen Chia, che ha eseguito forme a mani nude e con le armi, incantando i presenti. Di seguito l’ esibizione di Break Dance di Fausto e Daniele. Ancora una cena senegalese e poi i Sidonie in concerto. Il gruppo locale ha fatto omaggio agli ospiti stranieri di ciò che la cultura occidentale ha di bello da offrire: la propria tradizione musicale. Presenti in giardino, quando possibile, stand artigianali in cui si è potuto ammirare esempi di pittura su vetro, lampade di terracotta, dipinti, quadri composti con fiori pressati, collane e braccialetti creati con il filo d’argento e batik provenienti dalla Costa d’Avorio. 400 degli 88.000 euro necessarie per la costruzione della scuola a Diourbel sono state raccolte nel corso delle due giornate. Un piccolo contributo che, insieme al resto dei soldi raccolti dall’ associazione A.V.P.D., offrirà la possibilità a bambini e ragazzi senegalesi di ricevere un’istruzione. La scuola si auto-finanzierà attraverso delle rette differenziate in funzione del reddito familiare, permettendo così l’acceso gratuito per chi versa in condizioni economiche disagiate.
Manuela Di Vito
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8 Dicembre 2006
Nel silenzio delle note ho consumato il mio furore
Maria Teresa Pellegrini Raho presenta in collaborazione
con Gruppo Indaco la sua nuova raccolta di poesie
Quello di venerdì 8 dicembre è stato per Gruppo Indaco un pomeriggio speciale, in cui i ritmi ispirati dall’Africa si sono incontrati con le magiche cadenze della poesia. Un bellissimo connubio tra i principi ispiratori dell’Associazione veliterna, che lavora sul dialogo tra le culture, tra la gente, tra gli esseri umani e Madre Natura, e Maria Teresa Pellegrini Raho. L’artista calabrese, ma residente a Lariano, ha presentato al pubblico intervenuto, una trentina di persone circa, la sua nuova raccolta di poesie: “Nel silenzio delle note ho consumato il mio furore”. Le sedie poste in cerchio per rimarcare i presupposti, di condivisione e scambio, dell’incontro. Sullo sfondo alcuni quadri dell’artista in cui, insieme al simbolismo metafisico, emerge l’elemento naturale. Quest’ultimo ritorna ancora nei suoi scritti che non si possono pensare neppure slegati dal suo tutto particolare essere donna. Donna, che nel suo senso più pieno e profondo significa tante cose: tanti ruoli e volti e strati nascosti. Madre, moglie, pittrice, poeta e scrittrice, architetto specializzato in bioedilizia. Tante vite in una, che non possono non trovare tutte uno spazio, una voce nelle sue molteplici espressioni artistiche. Il pomeriggio dell’8 è stato un successo per Stefania Lodolo, presidente del Gruppo Indaco. Meravigliosa l’atmosfera: laddove la bellezza dell’arte impera tutto intorno crea silenzio, e rispetto e luci soffuse e musica che smuove l’animo. Un
a bella collaborazione e un’intesa perfetta con l’artista. Momenti di sospensione e incanto che si sono alternati ad altri più movimentati, al ritmo irresistibile delle percussioni africane del maestro Nouhou Ba e di Francesco . L’intervento di Renato Mammucari che ha profuso parole di elogio per la Pellegrini Raho, poi quello di coloro, tra il pubblico, che hanno letto le loro composizioni. Come a dire che la poesia è nascosta nel cuore di ognuno, basta avere il coraggio di tirarla fuori…Un dibattito finale in cui chi ha voluto ha potuto parlare delle proprie impressioni, e nel corso del quale molti si sono trovati d’accordo nel dire che “le sue poesie sono come quadri”. La stessa Pellegrini Raho dichiara di usare “le parole come fossero colori…mi piacciono tantissimo, ci gioco e soprattutto le rispetto”. Però ci tiene a sottolineare che “la pittura e la poesia sono per me due linguaggi diversi per dire cose diverse, ciò che riesco a dire con l’una non mi riesce con l’altra e viceversa. La poesia è per me più immediata, diretta, posso scrivere sul treno, o mentre aspetto mia figlia in macchina, i quadri invece hanno bisogno di più tempo per venire alla luce, e di uno spazio privato, tutto per loro. Nascono entrambi, quadri e poesie, da una visione, e sgorgano fuori spontaneamente, ma i primi sono legati ad uno sguardo interiore, le seconde invece ad un ascolto interiore”. Due canali diversi che vengono utilizzati a seconda dei momenti vissuti. E poi le donne: “Beh, nei miei quadri quando appaiono figure umane quasi sempre sono donne, ma d’altronde è quello femminile un mondo che mi appartiene e che ho più facilità ad esprimere”.
Maria Teresa Pellegrini Raho terrà a Casale Filippi, a partire da gennaio, un Laboratorio delle Arti, in cui si intrecceranno poesia ed arte figurativa, alla ricerca dei diversi paesi del nostro mondo interiore, e delle molteplici strade che il nostro io percorre per emergere. Tecniche di disegno ed olio su tela, approfondimenti sulla storia dell’arte, produzione libera e lettura di poesie. “Sarà un laboratorio che prenderà forma strada facendo – ha chiarito l’artista – a seconda delle inclinazioni di chi vi parteciperà”. Stefania Lodolo, parlando di questa nuova iniziativa di Gruppo Indaco ha detto: “Era sin dalla nascita dell’Associazione che volevo organizzare qualcosa del genere, e portare pittura e poesia a Casale Filippi, ora ho trovato questa possibilità in un’unica persona”.
Manuela Di Vito
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2007
Genitori Efficaci
Parte presso Gruppo Indaco il corso basato sul metodo di Thomas Gordon
Sabato 10 marzo a Casale Filippi, Gruppo Indaco ha presentato il corso Genitori Efficaci, versione italiana del Gordon Training International. Ideato da Thomas Gordon e ormai diffuso in tutto il mondo, il corso si prefigge di affinare la sensibilità ed aumentare le competenze necessarie per affrontare i complessi e molteplici aspetti della vita famigliare e dei rapporti tra genitori e figli, dalla qualità dell’azione educativa a quella della comunicazione, che spesso in famiglia sembra essere più difficoltosa che altrove. E’ organizzato dall’Istituto Centrato sulla Persona
(IACP), fondato dallo psicologo statunitense Carl Rogers e basato sulla sua filosofia umanistica e sul metodo di terapia non-direttiva o centrata sul cliente da lui ideato. Il corso Genitori Efficaci si propone di insegnare ai genitori metodi e strategie di ascolto e di comunicazione, di comportamento all’interno del contesto famigliare, con i propri figli prima di tutto, perché la loro azione diventi efficace e i bambini o gli adolescenti possano affrontare con serenità i problemi legati alla crescita. Rivolto ai genitori dei ragazzi di ogni età diviene un buon metodo preventivo per chi ha un figlio molto piccolo e deve ancora affrontare una serie di problemi che si vanno ad incontrare con il tempo, man mano che il bambino cresce. E’ un metodo che si potrebbe definire “democratico”, ossia che rifugge, da un lato, dal permissivismo palesemente deleterio e così diffuso al giorno d’oggi, incapace di dare direttive chiare ai ragazzi, insegnare loro i limiti e il rispetto, a tirar fuori le loro capacità e ad aver fiducia in se stessi; dall’altro dall’autoritarismo, che non comprende l’importanza del dialogo, delle decisioni condivise e dell’agire con creatività. Il corso ha una durata di 24 ore ed è articolato in otto incontri, uno a settimana, che prevedono la presentazione di diversi moduli che affronteranno tematiche quali: riconoscimento e risoluzione dei problemi, come dare ascolto e come farsi ascoltare, la risoluzione dei conflitti, come affrontare i cambiamenti, come trattare le collisioni di valori e come modificare l’ambiente domestico affinché ognuna delle parti in causa si senta a proprio agio. Più uno studio pratico che un insegnamento teorico, il corso prevede giochi, esercizi, laboratori esperienziali in coppia e in gruppo, messa in comune delle esperienze, discussioni e, naturalmente, esercizi nel quotidiano in seno alla propria famiglia e con tutti i suoi membri. Indirizzato principalmente ai genitori può divenire un input importante anche per tutte quelle categorie di persone che lavorano a stretto contatto con i bambini e i ragazzi, come educatori ed insegnanti. Alle volte sembriamo scordare che quello dei genitori è un vero e proprio mestiere e, anche se c’è chi dice che “i bambini non nascono con il libretto delle istruzioni”, ciò non può divenire una giustificazione per il disimpegno. Gli sbagli dei genitori sembrano essere non solo inevitabili ma oltremodo importanti affinché l’avvicendarsi delle generazioni possa risolversi in sani confronti e conflitti di valori anche, ma questo non ci alleggerisce dalla responsabilità che abbiamo di fare del nostro meglio…
Manuela Di Vito
