L’ Italia all ‘Asta
Natura e cultura in svendita. A rischio anche le acque.
SOS dal Prof. Settis, direttore della “Normale” di Pisa.
di Francesco Buda (Fonte: “Acqua&Sapone)
“Sul patrimonio culturale e ambientale d’ Italia é in atto un’ economia di rapina, stanno smantellando a marce forzate lo Stato a vantaggio del profitto privato”. E’ pari al suo garbo e prestigio internazionale la fermezza con cui il Prof Salvatore Settis boccia le manovre in corso per svendere e spartirsi i tesori degli italiani. Da anni il Direttore della celebre Scuola Normale Superiore di Pisa mette in guardia dai saldi di Stato: coste, siti archeologici, caserme antiche, ville, antiche carceri, chiese, palazzi sotrici, fari, addirittura laghi e corsi d’ acqua… Una spartizione tra pochi, coi politici a fare da notai “per dividersi il grande bottino”, ha recentemente denunciato sul quotidiano La Repubblica accusando il potere politico – amministrativo di confezionare leggi ad hoc per sbriciolare e mettere il Bel Paese all’ asta.
LAGHI, FIUMI E COSTE IN SALDO?
“Italia SpA L’ assalto al patrimonio culturale” dice il titolo di uno dei suoi libri. Sconfortante é il fatto che il richiamo arrivi da un archeologo, qual é Salvatore Settis, anziché dalla schiera dei pubblici amministratori ed economisti. Da almeno 2000 anni – spiega il Prof ad Acqua & Sapone – anche l’ acqua rientra da noi nella categoria dei beni comuni. Ora però é in discussione al Parlamento il cosiddetto federalismo demaniale, con due forme diverse: secondo la più tenue alcuni di questi beni potrebbero passare al demanio statale al demanio delle Regioni, restando pubblici e perciò non vendibili. Secondo l’ altra forma più dura e fortre, il patrimonio pubblico, una volta trasferito alle Regioni, potrebbe essere venduto, e quindi io potrei comprarmi un pezzo di costa, ad esempio. E questa é un’ infamia somma, perché un privato potrebbe comprarsi perfino un tratto di corso d’ acqua e manipolarla a proprio vantaggio.
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