I Bronzi alla Maddalena per il G8, disputa aperta

Per i Bronzi in trasferta cresce il fronte del no

la Nuova Sardegna — 17 febbraio 2009   pagina 31   sezione: SARDEGNA

  REGGIO CALABRIA. Si fanno sempre più accese le polemiche tra contrari e favorevoli alla trasferta dei Bronzi di Riace a La Maddalena, proposta dal Governo, in occasione del G8 di luglio. L’incontro di giovedì prossimo tra il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, ed il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, sarà un momento determinante per mettere un punto fermo sulla questione.  Nell’attesa fautori del sì e del no, in merito alla «missione» dei guerrieri in terra sarda, continuano a fronteggiarsi senza esclusioni di colpi, in un crescendo di toni e di divisioni sempre più profonde. Il fronte del no si mobilita su Facebook con un appello che ha già registrato oltre cinquemila adesioni.  «Berlusconi – si afferma nell’appello – ancora non ha capito che i Bronzi non sono dei giocattoli da far vedere come semplici oggetti. Se vuole fare vedere i Bronzi ai Capi di Stato del G8 affitti degli elicotteri e li porti a Reggio Calabria. Giù le

Uno dei bronzi
Uno dei bronzi

mani dai Bronzi di Riace! Facciamo sentire la nostra voce, che giunga anche all’orecchio del governatore della Calabria, Loiero».  La Cgil di Reggio Calabria, che per prima giovedì scorso, attraverso una dichiarazione del segretario generale, Francesco Alì, aveva dato voce ai contrari alla trasferta, ha creato un indirizzo di posta elettronica al quale invita a mandare messaggi per dare voce sempre più concreta al fronte del no alla trasferta. La denominazione dice già tutto: «giulemanidaibronzi gmail.com». I fautori del no hanno trovato una sponda significativa in Marco Minniti, deputato reggino e ministro dell’Interno del Governo ombra del Pd. «Si può discutere di tutto, con calma – ha detto Minniti – specie quando si è portatori determinati di ragioni solide e forti. E la ragione più forte è che la città di Reggio Calabria ha consolidato una ragionata contrarietà al trasferimento dei Bronzi in luoghi diversi dal Museo di Reggio, bocciando perfino la possibilità di far viaggiare per il mondo copie clonate».  All’interno dello stesso Pd le posizioni sull’argomento sono diversificate, a dimostrazione della «complessità» della materia. Lo conferma la dichiarazione di Rosa Calipari, deputata del partito di Veltroni, secondo la quale «i Bronzi di Riace sono un bene preziosissimo per tutta l’umanità e non meritano di essere utilizzati per gli spot di Silvio Berlusconi. Il governo sembra più impegnato ad un effetto propaganda che al futuro dei Bronzi e della Calabria». Giacomo Mancini, esponente del Pdl, afferma di non avere «alcun dubbio sul trasferimento dei Bronzi a La Maddalena per il tempo strettamente necessario del vertice. Anzi – conclude – se fosse per me, li porterei anche in spalla al G8». Per il deputato del Pdl Nino Foti: «Berlusconi ha ragione. La trasferta dei Bronzi a La Maddalena rappresenta un’opportunità storica».

 

 

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”Obiettivamente si tratta di un lasso di tempo brevissimo”

G8, Bronzi di Riace alla Maddalena. Reggio Calabria verso il sì

Il sindaco Scopelliti all’Adnkronos: ”È l’Istituto Centrale per il Restauro che dovrà esprimersi” ma in queste ore ”si è allargato il fronte del sì al progetto soprattutto dopo l’incontro col ministro Bondi”. E rivela che al primo cittadino reggino degli anni ’80, che negò il trasporto delle statue a Los Angeles in occasione delle olimpiadi, è rimasto il rimorso

ultimo aggiornamento: 20 febbraio, ore 20:15

Reggio Calabria, 20 feb. – (Adnkronos) – “Questa mattina ho sentito un ex sindaco degli anni ’80 di Reggio Calabria. Mi ha chiamato e mi ha detto che dopo tanti anni gli è rimasto il rimorso per non aver consentito di trasportare i Bronzi di Riace a Los Angeles. C’erano le Olimpiadi e i Bronzi erano fortemente richiest

Il museo nazionale di Reggio Calabria

Il museo nazionale di Reggio Calabria

i dagli Usa, tanto che venne qui l’amministratore di Los Angeles, ma lui gli disse di no”. 

Lo dice all’ADNKRONOS il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti. Oggi la questione si ripropone, dopo la proposta del governo di trasportare i Bronzi alla Maddalena, in Sardegna, in occasione del G8. Il sindaco ha incontrato ieri il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi che ha dato il via libera al trasferimento delle due statue in Sardegna. Ma dopo la decisione politica, ha stottolineato Scopelliti, “è l’Istituto Centrale per il Restauro che dovrà esprimersi”.

Il primo cittadino sostiene che in queste ore “si è allargato il fronte del sì al progetto di trasportare i Bronzi di Riace alla Maddalena. L’85% delle associazioni culturali di Reggio Calabria condivide questo progetto e anche la città si sta posizionando sul fronte dell’adesione, soprattutto dopo l’incontro con il ministro Bondi. Obiettivamente si tratterebbe di un lasso di tempo brevissimo”.

 

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La protezione delle opere durante il loro spostamento costituisce una delle questioni più delicate per la tutela del patrimonio artistico, dal momento che il trasporto sottopone il bene ad una serie di pericoli che necessariamente devono essere previsti, valutati e prevenuti. (G.I.)

 

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Da un articolo apparso su L’ Espresso il 14 febbraio 2008 :

CAPOLAVORI GLOBETROTTER

Recuperare le opere rubate. E prestare solo a chi lo merita. Per il bene dell’ arte. E del pubblico

Di Cesare De Seta

 

L’ accordo per la restituzione di opere d’ arte trafugate dall’ Italia stipulato dal ministro dei Beni e delle attività Culturali Francesco Rutelli con il Getty Museum apre una breccia nel muro che da sempre aveva opposto il nostro Paese a questo importante museo americano: già aperta con le convenzioni stipulate con il Metropolitan Museum di New York e il Fine Arts Museum di Boston. Il ministro ha annunciato una grande mostra, per l’ anno prossimo, di questi attesi rimpatri. Per decenni questi musei statunitensi si earno negati a ogni genere di trattativa, con un atteggiamento di sfida che qualificare arrogante è eufemistico, a cui i governi italiani avevo replicato fiaccamente. L’ intesa stabilisce un principio importante in senso diplomatico e culturale: l’ Italia non è terra di conquista per tombaroli, spregiudicati mercanti d’ arte e non meno disinvolti direttori di musei di paesi affluenti. Costoro hanno agito come la pirateria di Ancien Régime, con la tacita complicità dei governi; e non hanno badato a spese per accaparrarsi pezzi di provenienza illecita. Una rete potente e attivissima che ha consentito anche il riciclaggio di danaro sporco. L’ accordo ha uno squisito significato culturale a causa della quantità del nostro patrimonio d’ arte: una parte essenziale dell’ identità della nazione che va tutelata, valorizzata e, lì dove storicamente accettabile, reintegrata in quelle parti che fraudolentemente le sono state sottratte. Non si tratta d’ avanzare richieste strampalate – chidere la restituzione della “Gioconda” come un membro del governo Berlusconi intendeva fare – ma stabilire il principio che il

Elmetto corinzio

Elmetto corinzio

maltolto va reso ai legittimi proprietari. Infatti il Getty s’ impegna, d’ ora in poi, ad una congiunta lotta al commercio clandestino delle opere d’ arte mentre il nostro Paese assicura un contributo con prestiti rilevanti per esposizioni o per periodi da stabilire.

Questo secondo punto dei prestiti per esposizioni porta al pettine un nodo che merita d’ essere affrontato con la medesima determinazione politica e accortezza diplomatica. La difficoltà di organizzare mostre di grande rilievo in ogni parte del mondo è divenuta sempre maggiore: per la delicatezza dei pezzi, per i costi d’ assicurazione e di trasporto, per i rischi che tali opere corrono. Giovanni Urbani dichiarò, dall’ osservatorio di direttore dell’ Istituto centrale di restauro, di non poter indicare un sol caso d’ opera d’ arte che, dopo una trasferta, non avesse subito un qualche trauma. Tuttavia le grandi mostre consentono l’ avanzamento della conoscenza e rispondono a una domanda culturale sicuramente destinata a crescere. Il problema è razionalizzare la complessa macchina della politica culturale del nostro tempo in questo settore.

Proprio per la ricchezza e la  qualità del suo patrimonio d’ arte il nostro Paese sollecita prestiti da musei di ogni parte del mondo. Abbiamo dalla nostra un immenso patrimonio di oggetti d’ arte molto ambiti, e in quanto tali da usare  come preziosa moneta di scambio. I nostri musei pubblici sono tradizionalmente tra i più attivi e generosi prestatori di opere, ma ne traggono in cambio briciole. Sarebbe auspicabile che tra l’ Italia e i maggiori paesi stranieri che conducono una politicadi rilievo si creasse un tavolo permanente d’ intesa. Esso dovrebbe avere la funzione d’ affermare il principio della reciprocità.  (…)

 

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Link utili: 

http://www.icr.beniculturali.it/ – Istituto Superiore per la conservazione ed il restauro 

http://www.adnkronos.com/IGN/hp/ — Agenzia di stampa 

http://www.museonazionalerc.it/ – Museo nazionale archeologico di Reggio Calabria


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